300 o 30 milioni di euro? Il calcolo sulle penali che in ogni caso dovremo pagare: ecco cosa ci resta delle promesse mirabolanti e del ‘progetto avveniristico’ del Ponte sullo Stretto, dopo che la UE in prima battuta e più recentemente il governo tecnico ne hanno disconosciuto la priorità.

Secondo un accordo sottoscritto nel dicembre 2009 da Pietro Ciucci, amministratore unico dell’ANAS e commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto, la penale per il mancato impegno alla piena esecuzione del contratto dovrebbe oscillare tra i 300 e i 500 milioni di euro; secondo il Ministero per le infrastrutture la penale dovrebbe aggirarsi su 30-35 milioni di euro, vale a dire il 10 % delle spese già sostenute (pari a 300 milioni).

Ad essere precisi, la società Eurolink, a guida Impregilo, finora ha beneficiato di 126 milioni per spese di progettazione e variante ferroviaria, quasi del tutto già pagate. Pertanto la penale sarebbe di circa 13 milioni di euro.

A segnare la differenza fra 30 o 300 milioni sembra essere la clausola relativa ai motivi di rescissione, perché la penale pari al 10% della spesa effettuata si può applicare solo se il progetto non è approvabile per sopravvenuti problemi tecnici o per assenza di finanziatori. E’ per questo motivo che il Governo, anziché chiudere definitivamente la società Stretto di Messina e liquidare la penale per la mancata realizzazione, ha deciso una proroga di altri 2 anni. In questo arco di tempo andrebbero verificate le due condizioni, fattibilità tecnica ed economica, in assenza delle quali la penale si ridurrebbe a 30-35 milioni di euro.

Alcune questioni rimangono tuttavia aperte:

1. perché si è ritenuto necessario mantenere tutta la struttura della società Stretto di Messina, che conta 54 dipendenti, di cui 11 dirigenti, (con un costo di 6 milioni l’anno di stipendi e 4 milioni annui di altre spese, tra cui gli affitti)? solo per attendere l’esito delle verifiche di fattibilità tecnica (Valutazione di Impatto Ambientale e approvazione Cipe) e avviare una road show internazionale alla ricerca di finanziatori?

2. perché, nelle more, si è dato mandato alla stessa società, guidata da Impregilo, di realizzare una via d’accesso veloce che collega la zona portuale all’autostrada, per un importo di 250 milioni di euro?

Si è forse voluta addolcire la reazione della società a guida Impregilo? E se il progetto non si realizzerà per mancata approvazione e/o assenza di finanziatori privati, la penale del 10% sarà applicata anche a questi ulteriori 250 milioni?

Ed infine, qualora invece si trovino dei finanziatori, anche spregiudicati e consapevoli che l’opera comunque non verrà realizzata, a quanto ammonterebbe la penale?

E tutto questo mentre la legge di stabilità taglia spese sanitarie indispensabili per l’assistenza ai disabili.

Leggi sul Sole 24 ore “Decreto legge per il Ponte di Messina”

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One Response to “Quel che resta del Ponte, le penali da pagare”

  1. Giancarlo Consoli
    novembre 6th, 2012 at 00:15

    Facciamoli pagare a chi ha firmato questi contratti-capestro per organizzare una grande truffa a danno dei cittadini.

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