Prima firmataria una catanese, Ornella Bertorotta, imprenditrice, eletta al Senato con il Movimento 5 Stelle. Seguono le firme di altri senatori a 5 stelle di varie regioni d’Italia. Hanno presentato, il 24 giugno, una interrogazione “al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, per la coesione territoriale, della giustizia e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”.

Argomento: il porto di Catania, la gestione del commissario Cosimo Aiello, il progetto di cementificazione delle banchine portuali (1.507.450 metri cubi di edifici privi di specifica destinazione di ordine urbanistico e che potrebbero risultare pregiudizievoli alla gestione marittima), la sua possibile non conformità al PRG della città, la mancanza delle necessarie valutazioni di impatto ambientale e strategico.

Aiello, inoltre, è stato nominato commissario nonostante una legge regionale vieti il conferimento di incarichi a dipendenti della pubblica amministrazione che siano andati volontariamente in pensione anticipata. La durata della sua nomina, peraltro, ha superato da tempo i sei mesi previsti.

Date queste premesse, ne conseguono alcune richieste: occorre superare nel più breve tempo la condizione di commissariamento e procedere alla nomina di un titolare effettivo; revocare l’autorizzazione per quella disastrosa cementificazione delle banchine che ne comprometterebbero la naturale destinazione; decidersi, finalmente, ad accorpare e integrare le attività del porto di Catania con quello di Augusta, destinando solo a quest’ultimo, date le sue caratteristiche, le attività commerciali e specializzando quello etneo nella sua più naturale vocazione turistica.

L’interrogazione dei senatori è successiva ad un’altra interrogazione presentata alla Camera dalla deputata catanese Giulia Grillo lo scorso 30 maggio. Vi si sottolinea soprattutto la collocazione di Catania in zona sismica e il rischio che l’abnorme edificazione prevista in area portuale precluda al  nostro porto la naturale funzione di via di fuga post-sismica.

Di seguito, il testo integrale dell’interrogazione dei senatori Bertorotta, Scibona, Battista, Lucidi, Marton, Mangigli, Santangelo, Martelli, Cioffi (a proposito, come mai. oltre alla Bertorotta, c’è solo un altro siciliano, Santangelo?  e gli altri senatori elettti a Catania con il Movimento 5 Stelle?)

Premesso che:

il porto di Catania vanta una notevole rilevanza economica per la sua contiguità con l’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” e per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo;

il suo sviluppo, stante la disciplina di cui alla legge n. 84 del 1994, non può esulare dal contesto urbano, monumentale ed architettonico, nel quale sorge, così come dal potenziamento delle attuali funzionalità, volto a non ledere la sicurezza dei cittadini residenti e degli addetti che prestano servizio per le varie attività portuali;

nell’ultimo decennio si è registrata una pesante crisi del settore mercantile e del traffico crocieristico con evidenti ricadute per l’internazionalizzazione del porto nel circuito intercontinentale;

dal sito internet de “La Gazzetta del Sud” del 23 agosto 2012 si apprendeva: “Cosimo Aiello è stato nominato commissario straordinario del porto di Catania. Prende il posto del presidente uscente Santo Castiglione, che è stato per otto anni al vertice dello scalo catanese. Tra le questioni da affrontare, la prima è quella del Piano regolatore del porto, che non è stato ancora approvato. Aiello ha ricevuto l’incarico dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera ed avrà un ruolo di transizione in attesa che venga indicato il nuovo presidente dell’Autorità Portuale. Finora non sono arrivate indicazioni né dal Comune né dal ministero dei Trasporti, ma nemmeno dalla Regione e dalla Provincia”;

lo stesso Ministro pro tempore delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto n. 296 del 10 agosto 2012, nelle more del perfezionamento del procedimento di nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale di Catania, aveva nominato un commissario straordinario, nella persona del dottor Cosimo Aiello, insediatosi dal 17 agosto 2012, dotandolo dei poteri e delle attribuzioni indicati nell’articolo 8 della legge citata e successive modifiche e integrazioni;

il comma 1 dell’art. 8 della legge n. 84 del 1994, in ordine alla figura del presidente dell’autorità portuale, sancisce che: “Il presidente è nominato, previa intesa con la regione interessata, con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, nell’ambito di una terna di esperti di massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale designati rispettivamente dalla provincia, dai comuni e dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la cui competenza territoriale coincide, in tutto o in parte, con la circoscrizione di cui all’articolo 6, comma 7″;

il porto di Catania, in attesa della nomina di un nuovo presidente dell’Autorità portuale, ancora oggi risulta commissariato dal dottor Cosimo Aiello, ex dirigente in pensione della Regione Sicilia, esperto in materie finanziarie e a parere degli interroganti privo delle competenze e qualifiche professionali richieste dalla legge;

l’art. 25, comma 1, della legge n. 724 del 1994, recepita ed ampliata dall’art. 5, comma 1, della legge della Regione Siciliana n. 41 del 1996, con riferimento al personale dell’amministrazione regionale delle aziende e degli enti pubblici da essa dipendenti e/o comunque da essa vigilati, stabilisce: “Al fine di garantire la piena e effettiva trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa, al personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, che cessa volontariamente dal servizio pur non avendo il requisito previsto per il pensionamento di vecchiaia dai rispettivi ordinamenti previdenziali ma che ha tuttavia il requisito contributivo per l’ottenimento della pensione anticipata di anzianità previsto dai rispettivi ordinamenti, non possono essere conferiti incarichi di consulenza, collaborazione, studio e ricerca da parte dell’amministrazione di provenienza o di amministrazioni con le quali ha avuto rapporti di lavoro o impiego nei cinque anni precedenti a quello della cessazione dal servizio”;

l’art. 7, comma 4, della legge n. 84 del 1994 stabilisce che le attribuzioni conferite al commissario straordinario dell’Autorità portuale sono limitate ad un periodo massimo di 6 mesi;

nel caso de quo il semestre per l’espletamento del mandato del commissario straordinario è stato ampiamente superato e prorogato ulteriormente con decreto del 15 febbraio 2013, n. 53;

considerato che:

dal commissario sono stati espletati diversi tentativi volti a fare approvare dal Consiglio comunale di Catania un Piano regolatore portuale che prevede la costruzione sulle banchine portuali di ben 1.507.450 metri cubi di edifici privi di specifica destinazione di ordine urbanistico;

la spropositata e abnorme edificazione in progetto risulta, a giudizio degli interroganti, essere difforme rispetto alle finalità istitutive dell’Autorità portuale, rappresentando un controvalore di oltre 2 miliardi di euro, che in un’ottica di medio periodo provocherebbe preoccupanti pregiudizi economici ed occupazionali alla gestione marittima;

risulta agli interroganti che il piano regolatore portuale non sarebbe conforme al piano regolatore generale della città di Catania come invece prevede la legge n. 84 del 1994, oltre a risultare sprovvisto di favorevoli valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, quali procedure di riferimento per la realizzazione di infrastrutture strategiche, introdotte dalla legge obiettivo, legge 21 dicembre 2001, n. 443, e di derivazione comunitaria,

si chiede di sapere:

quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare per rimuovere le criticità, che a giudizio degli interroganti si frappongono tra la posizione dell’attuale commissario straordinario e il principio di buon andamento dell’amministrazione e di legalità, al fine di giungere in tempi brevi alla nomina di un nuovo e competente presidente dell’Autorità portuale di Catania, atteso lo strategico ruolo che il porto di Catania potrebbe svolgere per lo sviluppo economico, turistico, territoriale ed occupazionale della intera Sicilia orientale;

se sia stata mai concessa autorizzazione all’attuale Commissario relativamente alla variazione della destinazione mercantile delle banchine portuali in aree edificabili, considerati sia l’alto rischio sismico e/o vulcanico che coinvolge l’intera zona etnea sia l’assenza di preventive valutazioni di impatto ambientale e strategico;

quali iniziative, nell’ambito delle rispettive competenze, intendano adottare al fine di intervenire presso gli enti locali, affinché si giunga alla revoca dell’autorizzazione dell’opera di edificazione, atteso che la medesima risulta priva di rispondenza alle esigenze portuali e soprattutto incompatibile con le valutazioni ambientali e strategiche;

se le insufficienti entrate proprie di bilancio dell’Autorità portuale finora accertate dal competente Ministero nel periodo 2005-2011 non comportino un avveduto e necessario accorpamento fra i due porti vicini di Catania ed Augusta e la loro specializzazione nei vari settori legittimi a fondamento delle autorità portuali.

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4 Responses to “Porto di Catania, oltre la gestione commissariale”

  1. Cosa aggiungere : Cosimo Aiello pensionato baby che illegalmente percepisce a cumulo di una super pensione sempre dallo stato-regione ( ecco perchè illegale come da legge )anche un lauto compenso per il commissariamento, più svariati incarichi tra cui il teatro massimo di catania, tutto chiaramente svolto al peggio se non per curasi accordi con l’attuale sindaco bianco e il presidente crocetta.
    L’Aiello si professa incompetente e lo dimostra ampiamente nelle sue scelte di gestione come tassazzioni ed organizzazioni del porto quest’anno la compagnia di crociera MSC ha abbandonato Catania e già la Costa Crociere ha preannunciato la sua disdetta all’approdo Catanese per l’anno 2014.
    E tante altre sono le perdite, le disorganizzazioni e le stagnazioni create la questo ex dirigente regionale ( v. art. di panorama 29/30 5/13).
    Crocetta e l’amministrazione Catanese pur a conoscenza delle anomalie continuano non si sà per quale strana affezione a sostenere la nomina di Aiello quale presidente dell’Autorità portuale di Catania, come se il bene della città di catanese fosse di interesse altrui.

  2. a Legge 28.1.94 n.84 che oggi obbliga la S.V. quale Sindaco, a designare al Ministro dei Trasporti un candidato alla Presidenza della Autorità Portuale di Catania. Poichè detta norma impone che tale designazione riguardi “ esperti di massima e comprovata qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale, ha suscitato stupori ed interrogativi il fatto della candidatura a futuro Presidente di detto ente l’attuale Commissario dott. Cosimo Aiello, il quale già per tempo ha correttamente e pubblicamente dichiarato la propria inesperienza in materia di porti. Una inesperienza uguale a quella che caratterizzò per otto anni il decaduto Presidente della Autorità Portuale e ne viziò le scelte fino al punto di fargli concedere il pubblico edificio ex Dogane per uso privato ed improprio di centro commerciale e fargli appaltare la avvenuta devastazione dell’arenile e della foce del Torrente Acquicella quale ipotetica “darsena traghetti”, in realtà impraticabile su bassi fondali della Plaia con futuri prossimi costi di continui dragaggi ,dopo il foraggiamento europeo, che ricadranno sulla cittadinanza, il tutto per giustificare consulenze e guadagni attuali legati al progetto . Il tutto ne silenzio assenso

    Anche consulente del Teatro Bellini dott. Cosimo Aiello pare non abbia visto per anni i dipendenti che timbravano ma non entravano al lavoro. Pare non abbia visto prima e continui a non vedere oggi tali reati e continui a percepire il corposo assegno di 48 mila Euro l’anno quale consulente in aggiunta all’altro assegno almeno pari di baby pensionato regionale ( 140.000,00 annui ). Il tutto in aggiunta all’assegno annuo ben più corposo di non meno di altri 100 mila Euro quale commissario del Porto, dove già da un anno lo stesso dott. Aiello continua a non vedere i lavori abusivi che hanno devastato la Plaia in assenza del prescritto volere della cittadinanza e dove continua ad ignorare le altre gravi irregolarità contenute nel dossier in Commissione Parlamentare Antimafia dal titolo “Porto delle Nebbie”.

    Aiello è balzato agli onori della cronaca per essere andato, nel marzo del 2011, quando era capo di gabinetto dell’assessore regionale alla funzione pubblica Caterina Chinnici, in pensione alla veneranda età di 51 anni, con trent’anni di contributi, grazie alla legge 104. Non solo: dopo sei mesi dal pensionamento, l’assessorato gli diede una consulenza (a titolo gratuito).
    E ora i beneinformati dicono: potrebbe essere davvero lui il nuovo presidente! Infatti, sembra proprio che Aiello si stia comportando da Presidente, in pectore. Siamo in Sicilia, dove tutto è possibile.
    1.la Legge 23 dicembre 1994, n. 724 e la L.R. 12 novembre 1996, n. 41 vietano tassativamente di conferire incarichi a chi sia andato in pensione anticipatamente ed addirittura le stesse leggi prevedono anche le sanzioni da applicare a chi da incarichi ai soggetti così detti baby pensionati come il caso del nostro “eroe” Cosimo Aiello. E’ bene ricordare che lo stesso qualche mese prima di andare in pensione a soli 51 anni, usufruendo dalla L.104, per accudire l’anziana madre, è stato nominato dal Governatore Lombardo, Capo Gabinetto dell’Assessore Chinnici. Cosa ha comportato questa nomina per Aiello e per i siciliani. Presto detto. Da dirigente regionale Aiello aveva uno stipendio di circa 3.500 euro al mese. Da Capo gabinetto lo stipendio è stato triplicato. Andando in pensione solo pochi mesi dopo aver ricevuto l’incarico da parte di Lombardo, Aiello riceverà al mese una pensione pari all’ultima busta paga percepita (quella di capo gabinetto) ed ha ricevuto una liquidazione calcolata sulla base del contratto dei dirigenti regionali e, cioè l’ultimo stipendio moltiplicato gli anni di servizio. Direi un bel Colpaccio.
    Non merita tale disattenzione al “porto delle nebbie” come fu tristemente definito in Commissione Nazionale Antimafia il porto di Catania. Non resta quindi che a chiedere al precedente capo Gabinetto del Ministero Trasporti avv. Giacomo Aiello ( non è un caso lo stesso cognome) il perchè non si , di nomini Commissario del porto di Catania un esperto militare dei ruoli delle Capitanerie in forza al Ministero che sostituisca l’attuale Commissario dott. Cosimo Aiello e liberi così dalla incresciosa incompatibilità tale commissario . Invitiamo infine a designare al Ministro a norma della predetta L.28.1.94 n.84 , una persona che sia correttamente in possesso dei requisiti di Legge necessari per occupare la costosa e comoda poltrona della Autorità Portuale di Catania
    Dove si ritiene che un unico e oltre modo congruo stipendio o pensione siano sufficienti per la sussistenza di una famiglia

  3. Ma quale legalità, se non in conformità di legge e certamente in insulto alla grave situazione economica che morde le famiglie di tanti lavoratori, viene proposta alla presidenza dell’autorità portuale di catania una figura estremamentre nebulosa come quella di cosimo aiello. la sua Storia ambigua è già riportata ovunque, e in barba regione e comune intendono peronare la causa del povero aiello. Se ciò accadesse sicuramente la nomina dovrà essere sottoposta ad indaggine europea per l’ennesimo oltroggio della politica che opera contro la correttezza verso la società civile.

  4. COSIMO AIELLO IL BABY PENSIONATO ALLA RESA DEI CONTI

    Simona Scandura e Al Marten

    I nodi si sa, vengono al pettine.

    E quando la chioma è fluente e al vento come quella dell’ex super funzionario regionale Cosimo Aiello, il rischio è che si resti incastrati.

    I fatti.

    Al momento in cui scriviamo, Cosimo Aiello è Commissario all’Autorità Portuale di Catania, uno dei “sottogoverni” più ambiti per l’indennità (che è tra le più alte) e per il volume di affari e clientele che può gestire, con il vantaggio di poter mantenere profilo basso e riparato.

    Ad occuparsi del suo corsus honorum è addirittura il Sole 24 Ore, con un articolo a firma Mariano Maugeri del 5 luglio scorso.

    Viene ricordato che Cosimo Aiello “ha 53 anni, laurea in economia, assunto alla regione nel 1989, arriva alla qualifica di dirigente di terza fascia”.

    Nel 2011 Aiello usufruisce della famigerata legge 104 e va in pensione, a 51 anni e con solo 23 anni di servizio, per assistere la madre malata.

    In pratica riesce ad anticipare di 14 anni la soglia del requisito per la vecchiaia (65 anni per i comuni mortali) e di ben 17 anni per quella di anzianità (40 anni di contributi).

    Una specie di terno al lotto, che però non basta al solerte funzionario.

    Infatti, nei mesi precedenti al pensionamento, viene nominato capo di gabinetto dell’assessore Caterina Chinnici, la stessa che la legge 104 dichiarava di volerla se non eliminare quanto meno rendere molto più rigida.

    L’indennità aggiuntiva di capo di gabinetto, per i misteriosi meccanismi di calcolo delle pensioni regionali, farà scattare per il dr. Aiello un buon aumento della rendita.

    Ma anche questo non basta all’ormai ex dirigente, e comincia ad assumere incarichi vari di consulenza.

    Immediato quello presso il Teatro Massimo Bellini di Catania, dove viene incaricato di occuparsi della gestione dell’attività finanziaria, contabile, economica ed amministrativa, nonostante nell’organico dell’ente regionale vi sia un’intera struttura, con tanto di responsabile di settore con grado e stipendio di funzionario, pagata proprio per svolegere queste mansioni.

    Il Teatro Bellini, gestito dai Commissari Anna Maria Cancellieri e Enzo Zappulla, nonchè dalla sovrintendente Rita Cinquegrana, e che non riesce a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti, riconosce al dr. Aiello 48.000 euro l’anno e sino ad ora, secondo i calcoli del Sole, gliene ha già liquidati circa 120.000.

    Nel frattempo il dr. Aiello assume altri delicati e remunerati incarichi di grande rilievo.

    Viene nominato commissario straordinario dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e dell’ERSU, l’ente regionale che si occupa deigli studenti universitari e gestisce milioni di euro per borse di studio, alloggi, mense (comprese quelle il cui appalto è stato prorogato per quasi dieci anni consecutivi).

    Ma evidentemente il dr.Aiello, come dice il giornalista del Sole 24 Ore, deve proprio essere indispensabile.

    Tale è l’affidabilità che riesce a dimostrare da riuscire a fare un salto di qualità notevole nella sua inarrestabile carrera di superbabypensionato.

    Dal livello regionale, insediato il governo Monti, riesce nientemeno che ad ottenere un incarico di livello nazionale direttamente dal ministro per le attività produttive Corrado Passera.

    Viene nominato Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale di Catania, uno degli scali più importanti della nazione e con una indennità che, semnpre secondo il Sole, supera i centomila euro annui.

    Si comincia a perdere il conto di quanto il superbabypensionato incassi ogni mese e, a quanto pare, in barba alla legge.

    Infatti, il 18 luglio scorso la prima botta cui dovrebbero seguirne a ruota altre conseguenti.

    Il Sostituto Procuratore Generale presso la Procura della Corte dei Conti deposita, e SUD lo pubblica in esclusiva, atto di citazione per danno erariale nei confronti dell’assessore Mario Centorrino.

    Il motivo del danno risiederebbe proprio nella illegittimità della nomina di Cosimo Aiello a commissario dell’ERSU.

    Scrive infatti il procuratore che “il nominato Aiello ha ricevuto l’incarico, pur trovandosi in stato di quiescenza per anzianità e, pertanto, in manifesta violazione della normativa che vieta il conferimento di incarichi a favore di soggetti che ottengono di andare in pensione prime del coompimento dell’età prevista dalla legge”.

    Il procuratore ricorda anche, per inciso, che tale nomina fu contrastata, e con successo, dall’Università di Catania che propose ricorso al Tar in quanto avvenne senza la concertazione prescritta dalla legge. Insomma, pare che il governo regionale guidato allora da Raffaele Lombardo, agisse contro ogni regola di diritto.

    E infatti il procuratore sottolinea la “colpa grave” con cui fu conferito tale incarico, aggravata dalla “grossolana superficialità nell’applicazione delle norme di diritto che, con cadenza, hanno vietato di conferire incarichi a soggetti in regime di pensione anticipata di anzianità”.

    Il procuratore rileva che “il divieto posto dalla legge tende a contrastare l’opinabile fenomeno delle dimissioni volontarie accompagnate da incarichi ad ex dipendenti, così da garantire la piena ed effettiva trasparenza e la imparzialità dell’azione amministrativa”.

    Vengono così paventati “gli abusi potenzialmente presenti nell’attribuzione d’incarico a soggetto, già dipendente dell’Amministrazione conferente, che, volontariamente, ha posto fine al suo rapporto di servizio, manifestando così un chiaro interesse all’espletamento di ulteriori attività lavorative con la medesima”.

    In pratica, per la Corte dei Conti, simili incarichi sarebbero oltre che espressamente contra legem, anche “contraddittori (in quanto contrari al fondamentale canone di ragionevolezza che presiede alla trasparenza ed imparzialità amministrativa ex art.3 e 97 della Costituzione) ed economicamente incoerenti ove si consideri la duplicazione di emolumenti economici (con un aumento dei costi complessivi generali) legati alla percezione da parte dello stesso soggetto sia della pensione che del compenso per l’icarico (raddoppiamento espressamente vietato dalla legge)”.

    La procura sottolinea la “specifica riprovevolezza del comportamento” da parte del conferente l’incarico, opponendosi ad eventuali riduzioni degli importi da restituire “considerata l’estrema gravità della coondotta negativa) ed esclude che “all’Amministrazione siano derivati vantaggi da valutare ai fini della corretta valutazione del danno”.

    L’intervento della Corte dei Conti punta chiaramente a porre fine all’uso distorto e distorcente di nomine di funzionari considerati “affidabili” dal potere pro tempore, che vengono facilitati nell’ottenimento di privilegi e ricompensati con indennità da sogno.

    In cambio di cosa è argomento da trattare in altra sede, certo è che l’iniziativa della Corte apre scenari molto interessanti per il recupero di centinaia di migliaia di euro alle casse regionali ed a quelle degli enti sottoposti a controllo.

    Si è così costituito un precedente che fa tremare mandanti e incaricati,con la speranza che la Corte riesca ad essere anche unn pò più celere nel recupero di quanto sprecato di pubblico denaro che non può essere impiegato per soddisfare pensionati baby che pretendono di continuare a fare carriera.

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