HomelessA chi non è capitato, tornando a casa la sera, di vedere dormire sotto un portico o su una panchina, dei senzatetto? Sono sempre più numerosi coloro che, anche nella nostra città, ricorrono a giacigli improvvisati.

Non solo avere un alloggio, ma anche poter mangiare con regolarità, diventa sempre più difficile per le fasce più deboli della popolazione, nostri concittadini e migranti, anche minori, che, nell’attesa di raggiungere il nord, non fidandosi delle cosiddette strutture di accoglienza, provano a sopravvivere.

Alcune associazioni catanesi (La Città Felice, la L.I.L.A. – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS- e il S.U.N.I.A. – Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) hanno rivolto un appello al Comune perché si individuino strategie concrete per rispondere a questa emergenza e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare, gratuitamente, perché anche nell’immediato si “faccia qualcosa”.

Dopo alcuni incontri con l’Assessore alle Politiche Sociali, Angelo Villari, le Associazioni hanno formalizzato le loro richieste, così come si può leggere nel documento che proponiamo.

C’è un’emergenza, a Catania, che riguarda le persone senza fissa dimora e i migranti in transito nella nostra Città.

In particolare, aumenta sempre più il numero delle persone, anche minori, che trascorrono la notte in luoghi, e condizioni, drammatiche. Un’emergenza destinata ad aggravarsi con il sopraggiungere dell’inverno.

Per questo le sottoscritte Associazioni del volontariato e del privato sociale invitano l’Amministrazione Comunale a farsi carico, con urgenza, dei problemi connessi a una tale situazione, sia individuando misure e provvedimenti “tampone”, che  progettando interventi “organici”.

PROVVEDIMENTI ‘TAMPONE’

Un’esigenza da soddisfare immediatamente è quella di garantire a queste persone la possibilità di fruire, durante tutto l’arco della giornata, dei servizi igienici.

Si chiede perciò all’Amministrazione di attivarsi in tal senso.
Si propone:

  • La riapertura dei servizi igienici pubblici presenti in Città, garantendo una gestione adeguata, per tempi di utilizzo e personale impegnato;
  • La definizione di una convenzione con le Ferrovie dello Stato per far sì che alla stazione centrale sia possibile fruire di servizi igienici non a pagamento.

INTERVENTI ‘ORGANICI’

Senza pretendere di individuare una politica complessiva sull’accoglienza, queste Associazioni ritengono necessaria la creazione di un dormitorio, capace di ospitare giornalmente 40 persone di entrambi i sessi, in un orario compreso fra le 19,00  e le 08,00.

Dovrebbe essere una struttura di “passaggio”, prevedendo, quindi, permanenze, al massimo, di una settimana.

Per quanto riguarda i locali si invita l’Amministrazione a verificare la disponibilità di altri soggetti a cedere in comodato d’uso strutture di loro proprietà,  attualmente non utilizzate.  In particolare, si propone di verificare una tale ipotesi con le Ferrovie dello Stato e con le strutture sanitarie (in questo momento di transizione dell’organizzazione ospedaliera cittadina, molte palazzine risultano, infatti, inutilizzate).

Se l’Amministrazione ha fondi disponibili, o reperibili in tempi brevi, per garantire il funzionamento di tale struttura, le Associazioni proponenti parteciperanno, eventualmente, al bando di gara per la gestione della stessa.

Se, invece, tali fondi dovessero mancare, le Associazioni sono disponibili a gestire autonomamente tale struttura a condizione che il Comune si faccia carico:

  • Dell’adeguamento e dell’arredamento dei locali;
  • Dei costi delle utenze (Luce, Acqua, Telefono, Wi-Fi, Rifiuti);
  • Dei costi dei materiali di consumo;
  • Della pulizia quotidiana della struttura (da effettuarsi negli orari di chiusura).

In questa ipotesi, le Associazioni garantirebbero, per un periodo limitato e in attesa della strutturazione definitiva del servizio, la gestione quotidiana, affinché la struttura funzioni in modo adeguato.

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One Response to “Senza tetto né cibo, il Comune intervenga subito”

  1. domenico stimolo
    agosto 16th, 2016 at 14:05

    Cari amici delle Associazioni firmatarie,

    la vostra iniziativa è certamente lodevole – nella denunzia e nella proposta di “ soggetto” operativo – per cercare di sopperire alle strutturali deficienze in essere nella città di Catania nei riguardi delle tante persone “vaganti”, senza tetto ed assistenza alcuna.

    Però, non serve l’azione di “carità”, retta esclusivamente dal volontariato.

    L’amministrazione comunale, in quanto struttura istituzionale, in ottemperanza delle supreme norme costituzionali e degli obblighi civili e democratici nominalmente in essere, deve muoversi per dare assistenza stabile ai tanti, uomini e donne, emarginati e poveri che numerosi, quotidianamente, “solcano” erranti il suolo cittadino.

    Una situazione tragica ed orrenda ( per gli interessati) in essere ormai da molti anni.

    Le Amministrazioni cambiano, i decenni passano, ma nulla muta. Anzi le situazioni dolorosamente peggiorano! In diversi, umani, nel corso del tempo, sono stati ritrovati morti nei loro “alloggiamenti” stradali.

    Diversamente di tant’altre città italiane a Catania non esistono più dormitori pubblici e dinamiche di assistenza ( sociali), a sostegno dei tanti disperati – indigeni e non – che passano i giorni e le notti nelle strade e nelle piazze catanesi. Ormai “invisibili” ai più.

    Un obbrobrio indecente. Per Loro, soggetti dell’assistenza sociale, per i principi fondamentali della nostra democrazia, e per i cittadini ( ben pochi, in verità) che ancora vogliono mantenere alto il ruolo civile e sociale della struttura istituzionale preposta alla gestione del Territorio dato.

    Servono dormitori a “tempo pieno” per accogliere la folla dolorosa, altro che “ strutture temporanee di passaggio, al massimo per una settimana”.

    Ogni amministrazione comunale ha di norma a disposizione fondi economici delegati per la pubblica assistenza. I luoghi, di proprietà comunale o pubblica, in stato di disuso, che in città possono essere adibiti a tal fini sono tanti.
    Manca solo la volontà!

    Non sono capaci, o da altro quotidianamente “distolti” nella loro pubblica funzione, vadano VIA!

    Questo sfregio alla democrazia deve finire, con la massima urgenza.

    Del resto, il messaggio dei Lor Signori è chiaro. Proprio un mese addietro il grande campo ROM della Zia Lisa ( Via del Divino Amore) è stato integralmente distrutto da un incendio. Centinaia di persone, bambini, donne e uomini, sono rimasti privi del loro povero tetto. Non c’è stata nessuna immediata risposta operativa per sopperire alla drammatica situazione.
    Stante questo filone di pensiero ( tipico del medioevo)… il “ventre” della città è grande, ………assorbe tutto, nella melma e nella disperazione.

    domenico stimolo

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