Demoizione Palazzo delle Poste E’ iniziato l’iter che porterà alla costruzione della struttura che dovrebbe ospitare i nuovi Uffici Giudiziari in viale Africa.

Sono attualmente in atto i lavori per la demolizione selettiva e controllata del palazzo delle Poste ed è già stato bandito il concorso di progettazione del nuovo edificio, con una procedura aperta a due gradi.

Le associazioni catanesi ArgoCatania, Città Insieme, Sunia e Borgo Marinaro di Ognina, firmatarie dell’esposto che trovate a seguire, pongono ai responsabili istituzionali (Ministro della Giustizia, Presidente della Regione, Sindaco, Presidente del Consiglio Comunale, Dipartimenti di Infrastrutture e Territorio dell’Assessorato Regionale, e Rup dell’intervento) alcuni interrogativi sulla conformità di quest’opera al vigente strumento di pianificazione urbanistica.

Il palazzo delle Poste, più correttamente denominato ‘Poste ferrovie’, venne infatti costruito – su un’area destinata dal Piano Regolatore Generale in parte a verde pubblico ed in parte ad area industriale-ferroviaria – dopo che il Consiglio Comunale ebbe approvato il progetto (07/02/1979) in variante allo strumento urbanistico vigente.

Da allora, a livello urbanistico, nulla è cambiato.

Poichè il Consiglio comunale ha approvato il progetto dell’edificio con i relativi allegati (piante, prospetti, sezioni, ecc.) e con una specifica destinazione d’uso, il nuovo edificio non potrà avere una volumetria, una sagoma, e tanto meno una destinazione d’uso diversa da quella del progetto approvato con apposita variante urbanistica nel 1979.

Sarebbe necessaria, oggi, l’approvazione di una nuova variante al PRG, così come prevedono le norme vigenti, con le relative analisi territoriali che accertino l’opportunità di quella localizzazione.

E va anche ribadito che la competenza all’approvazione di qualunque variante urbanistica è esclusivamente del Consiglio comunale – che agisce in rappresentanza dei cittadini – e di nessun altro.

Il fatto che il Ministero della Giustizia abbia vincolato alla destinazione ad Uffici Giudiziari il proprio finanziamento per l’acquisto dell’edificio Poste-ferrovie non risolve il problema della non conformità urbanistica dell’opera.

Ci si potrebbe trovare davanti al caso paradossale che uffici giudiziari vengano collocati in un immobile realizzato in modo non legittimo. E’ possibile che la magistratura sia promotrice di un abuso edilizio?

Anche il Codice dei contratti precisa (art.23, c.1) che le opere pubbliche devono essere eseguite in conformità alle norme urbanistiche.

Lo stesso Codice (art. 23, c.6) prescrive, inoltre, che il progetto di fattibilità tecnica ed economica sia redatto dopo aver svolto indagini urbanistiche che permettano di valutare le ricadute che la costruzione avrà sull’ambito urbano.

Dal Disciplinare del Concorso di progettazione non risulta che siano state svolte le indagini sulla conformità e sulla compatibilità urbanistica previste dal Codice.

Questo apre l’altra questione non secondaria, quella dell’opportunità di ubicare tale edificio nel sito dove è ubicato il palazzo delle Poste-ferrovie.

Non vi è dubbio che la trasformazione del preesistente edificio (frequentato al massimo da alcune centinaia di utenti giornalieri) in Uffici giudiziari, capaci di attrarre molte migliaia di utenti al giorno provenienti da buona parte della Sicilia orientale avrebbe un impatto rilevante e non trascurabile sull’intera città.

In un unico plesso verrebbero, infatti, accorpati la maggior parte degli uffici giudiziari di Catania, alla cui Corte di appello fanno capo i tribunali dei circondari di Caltagirone, Siracusa e Ragusa, e quelli delle ex sedi distaccate di Acireale, Giarre, Belpasso, Paternò, Adrano, Bronte, Mascalucia, ognuno con il suo vasto bacino di utenza: un enorme numero di utenti che si riverserebbe ogni giorno in quest’area della città già oggi congestionata dal traffico determinato dal fatto di costituire una delle vie di accesso e transito principali di Catania.

Ecco il testo dell’esposto

***

Ai Sigg
Ministro di Giustizia – Roma
Presidente della Regione Siciliana
Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità
Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato Regionale del Territorio e Ambiente
R.U.P. dell’intervento di “Riqualificazione e ristrutturazione del plesso di viale Africa da destinare a sede degli Uffici Giudiziari della città di Catania”
Sindaco del Comune di Catania
Presidente del Consiglio Comunale di Catania

Oggetto: Richiesta di riesame della legittimità delle procedure sin qui seguite per l’approvazione del progetto di riqualificazione e ristrutturazione del plesso di viale Africa da destinare a sede degli uffici giudiziari di Catania e per l’esecuzione dei lavori in assenza di approvazione di apposita variante urbanistica da parte del Consiglio Comunale.

Le sottoscritte Associazioni, ritenendo – per i motivi di seguito esposti – che la procedura in corso per la realizzazione degli Uffici Giudiziari di Viale Africa non sia corretta, chiedono che il procedimento venga sottoposto ad apposito riesame.

Ciò premesso,
di seguito si espongono alcune considerazioni circa la procedura amministrativa dell’opera che si sta realizzando, con riferimento alla sua conformità, o meno, al vigente strumento di pianificazione urbanistica, nonché all’opportunità di realizzarlo nel sito – o meglio in sostituzione – del palazzo “Uffici poste-ferrovie”

Il Dipartimento Regionale Tecnico della Regione Siciliana, nella qualità di stazione appaltante, ha dato avvio alle procedure per la costruzione dei nuovi uffici giudiziari di Catania in viale Africa, nel medesimo sito ove in atto insiste l’edificio denominato “Uffici poste-ferrovie”;
di tale immobile sono in corso i lavori di demolizione con appalto, dell’importo pari € 1.928.335.18, aggiudicato nel mese di gennaio c.a.

Il medesimo Ente ha inoltre bandito il concorso di progettazione, con procedura aperta a due gradi,
relativo a un progetto che dovrà raggiungere il livello di approfondimento di un “Progetto di fattibilità tecnica ed economica”

L’edificio degli “Uffici poste-ferrovia” fu realizzato, a seguito della presentazione di un progetto da parte dell’Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni, quando il Consiglio Comunale di Catania, con la Deliberazione n. 48 del 07.02.1979 deliberò di “Approvare il progetto dell’edificio per uffici poste ferrovie in variante alle previsioni del P.R.G. ai sensi e per gli effetti dell’art. 1, 4° comma, della legge 3.1.78 n. 1 secondo gli elaborati allegati alla presente deliberazione che costituiscono parte integrante sia per le destinazioni che per le modalità tecniche della variante stessa”.

Non essendo ad oggi intervenuta alcuna variante al vigente Piano Regolatore Generale relativa al sito in oggetto, il progetto di qualsivoglia fabbricato si volesse edificare in sostituzione del preesistente edificio “Poste-ferrovie” non può avere volumetria e sagoma, né tantomeno destinazione d’uso, diverse da quelle del progetto approvato in variante nel 1979;
né rileva ai fini della conformità urbanistica il fatto che il Ministero della Giustizia abbia vincolato il finanziamento per l’acquisto dell’immobile alla destinazione di “uffici giudiziari”; il che non equivale ipso facto al cambio sostanziale della destinazione d’uso dal punto di vista urbanistico.

Per quanto sin qui esposto la realizzazione di un edificio per uffici giudiziari in quel sito comporta l’obbligo di ottenere l’approvazione di una nuova variante urbanistica da parte del Consiglio Comunale

Circa la conformità urbanistica come condizione necessaria per dare il via all’esecuzione di qualunque opera pubblica, il Codice dei contratti all’art. 23, comma 1, così recita: “La progettazione in materia di opere pubbliche ….. è intesa ad assicurare ……. la conformità alle norme urbanistiche …..”.
Al comma 6 dello stesso articolo si afferma inoltre che “Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è redatto sulla base dell’avvenuto svolgimento di indagini ….. urbanistiche …

La norma quindi prescrive come cosa ovvia che già al primo livello di progettazione ogni opera pubblica debba essere conforme allo strumento urbanistico, e che ne debbano essere indagate le ricadute sull’ambito urbano.

Nel caso in esame non risulta che siano stati fatti passi per addivenire ad opportuna variante urbanistica, né che sia stata smentita la sua necessità;
non risulta inoltre, dal Disciplinare del concorso di progettazione, che siano state svolte indagini urbanistiche di sorta, come richiesto dall’art. 23, comma 6 del Codice

Demolizione Palazzo delle Poste I lavori per l’esecuzione del nuovo edificio sono, di fatto, già iniziati con la demolizione dell’immobile esistente. Anche se l’appalto per i lavori di demolizione è indipendente da quello per la costruzione della sede per gli uffici giudiziari si tratta pur sempre di un unico intervento, come si evince dall’oggetto del bando di gara: “Lavori per la demolizione selettiva e controllata. Intervento di riqualificazione e di ristrutturazione del plesso di viale Africa da destinare a sede degli uffici giudiziari della città di Catania”.

Tutto questo considerato, la procedura appare illegittima, poiché, in mancanza di variante urbanistica, il sito non è destinato all’uso di un palazzo di giustizia

E’ inoltre poco chiaro chi abbia deciso che i Nuovi Uffici giudiziari della città di Catania debbano sorgere in viale Africa. Negli ultimi anni alcuni rappresentanti istituzionali hanno indicato localizzazioni diverse per il nuovo tribunale, fino a che, nel 2016, si stabiliva una “diversa allocazione della cittadella giudiziaria concordemente individuata, non più nel plesso dell’ex Presidio ospedaliero Ascoli – Tomaselli, bensì nell’edificio ex poste italiane di viale Africa di proprietà comunale” (v. Deliberazione della Giunta regionale siciliana n. 184 del 17 maggio 2016)

Ma le scelte di trasformazione del territorio devono essere compiute, per legge, dalla comunità locale attraverso l’organo politico che ne rappresenta i cittadini tutti, il Consiglio comunale.

Ecco perché il processo di approvazione della variante al PRG è ineludibile e non è solo il burocratico adempimento di un obbligo di legge. Nessun altro organo, amministrativo, tecnico o politico, diverso dal Consiglio Comunale, può effettuare
scelte in materia urbanistica sostituendosi ad esso, perché tali scelte hanno effetti definitivi e ricadute permanenti sulle condizioni di vivibilità del territorio

Ciò è particolarmente vero nel caso in esame perché il suo impatto sul sistema urbano sarebbe molto forte.

Il nuovo tribunale in viale Africa verrebbe ad accorpare in unico plesso la maggior parte degli uffici giudiziari di Catania, comprendenti – ognuno col suo vasto bacino di utenza – anche quelli delle Corti di appello di Siracusa e Ragusa, oltre a quelli delle ex sedi distaccate di Acireale, Giarre, Belpasso, Paternò, Adrano, Bronte, Mascalucia, oggi ubicati a Catania in sedi diverse.

Il bacino di utenza comprenderebbe in pratica buona parte della Sicilia orientale, e sarebbe di gran lunga più ampio di quello del preesistente palazzo delle Poste, con un conseguente rilevantissimo aumento del “carico urbanistico” della zona

Non è un caso che, nel 1979, al momento di approvare il progetto dell’edificio in variante al PRG, il Consiglio comunale abbia posto la condizione che l’uso non sarebbe potuto cambiare rispetto a quello di “Uffici poste ferrovie”.
Tutto ciò premesso,

CHIEDIAMO

Al Sig. Ministro della Giustizia di vigilare affinché sia evitata l’incresciosa eventualità che un suo ufficio decentrato (il Tribunale di Catania) possa trovare collocazione in immobili realizzati secondo una procedura illegittima, in quanto non conforme alle vigenti leggi in materia di urbanistica

Al Sig. Presidente della Regione Siciliana, soggetto promotore dell’intervento, di chiarire quale iter amministrativo intenda seguire (in particolare per le verifiche di conformità urbanistica) per giungere all’approvazione del progetto di cui il Dipartimento Regionale Tecnico ha già bandito il concorso di progettazione.

Al Sig. Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti e
al Sig. Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente
di verificare la procedura di approvazione del progetto ed in modo specifico la necessità della variante urbanistica.

Al Sig. Sindaco di verificare se il costruendo edificio per uffici giudiziari in viale Africa sia congruente con le norme del vigente strumento urbanistico e di chiarire se si intenda giungere alla approvazione di una sua variante

Al R.U.P. dell’intervento di verificare la correttezza delle procedure sin qui adottate relativamente alla demolizione del preesistente edificio “poste ferrovie” e di mettere in chiaro se sia prevista l’approvazione del progetto del costruendo edificio in variante al PRG, atteso che egli stesso afferma – in risposta ai quesiti inoltrati dai partecipanti al concorso per progettazione degli uffici giudiziari – che “l’intervento è in deroga alle Norme di Attuazione del Piano Regolatore”

Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale di Catania, di valutare se l’assenza della procedura per l’assunzione della variante urbanistica non esautori la podestà esclusiva del Consiglio Comunale in materia urbanistica

In attesa di un cortese e sollecito riscontro, attendiamo anche che ci venga comunicato il nominativo del Responsabile del procedimento da parte di ciascuno degli uffici in indirizzo, ai sensi della legge 07.08.90, n. 241 e successive modifiche.

Distinti saluti
Catania, 28 aprile 2020

ARGOCATANIA, CITTÀ INSIEME, SUNIA CATANIA, BORGO MARINARO DI OGNINA

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9 Responses to “Viale Africa, un palazzo di Giustizia illegittimo?”

  1. Condivido pienamente la protesta e l’istanza.
    Quando fu resa pubblica la notizia, scrissi il mio pensiero su fb.
    Inoltre, DOPO AVER CONSIDERATO DI PARTECIPARE AL CONCORSO DI PROGETTAZIONE, decisi di NON FARLO. Anche per gli stessi motivi esposti in ARGO.

    Disporre dei finanziamenti per le 2 fasi dei lavori non obbliga a realizzarli nel modo deciso dalle istituzioni, con l’assenso del Presidente della Corte d’Appello di Catania.

    La mia proposta e’ stata la seguente:
    UTILIZZO di parte delle somme per demolire l’edificio delle ex-Poste e RINATURALIZZAZIONE della suolo reso cosi’ libero, da trattare quale integrazione del Waterfront di Catania per il tratto corrispondente. Diminuizione, quindi, in luogo di incremento del carico urbanistico e parco costiero. UTILIZZO delle somme restanti per la realizzazione degli Uffici Giudiziari nel complesso dell’ex ospedale Tomaselli Ascoli, o in altro sito da individuare ( es:ex cementificio di fronte ai silos del porto), attraverso una consultazione partecipata e conseguente variante al P.R.G. vigente. E’ lecito e gia’ praticato altrove che la realizzazione di opere pubbliche comporti pure la COMPENSAZIONE ( si chiama cosi’) alla citta’ tramite opere collegate che determinino miglioramento della qualita’ urbana ed ambientale

  2. Tutto giustissimo e sacrosanto (unica pecca, emendabile se si è ancora in tempo, l’accenno a inesistenti corti di appello di Siracusa e Ragusa….) Sarebbe importante stimolare un dibattito in città..

  3. Salvatore Castro
    April 30th, 2020 at 17:49

    Vogliamo parlare della villa Liberty (protetta) ma demolita per fare la Pretura Unificata (oggi abbandonata). Tutto è possibile a Gotham City.

  4. Giuseppe Di Lorenzo
    May 2nd, 2020 at 22:56

    Il palazzo delle poste potrebbe diventare un bellissimo albergo che servirebbe anche al centro fieristico Ciminiere. Mentre gli uffici giudiziari potrebbero utilizzare il mercato ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena che si trova anche posizionato benne con gli svincoli asse dei servizi è un grandissimo parcheggio.Tutto questo aprirebbe due grossi cantiere e un grande risultato economico .

  5. L’entrata di tante persone a Catania per recarsi agli uffici giudiziari non può intasare il centro della citta. Un altro luogo potrebbe essere Librino se solo ci fosse la volontà politica di non farlo rimane un quartiere dormitorio. In fondo noi da anni lottiamo per rendere centrali le periferie. E questa sarebbe un’occasione perfetta.

  6. Carmen Mirabella
    May 2nd, 2020 at 22:58

    nelle diverse opzioni, si deve tener presente che presso le aule giudiziarie e gli uffici non accede solo l”utenza pubblica” ma sono il nostro luogo quotidiano come Avvocati per l’esercizio della nostra attività. Diversificare aule, sezioni e cancellerie in luoghi tra loro lontani (traffico veicolare, inefficienza di mezzi di trasporto pubblico) significa renderci impossibile il lavoro quotidiano.

  7. Giuseppe Di Lorenzo
    May 2nd, 2020 at 23:00

    In tante città gli uffici giudiziari sono in periferia ricordiamoci che questi quartieri sono distanti meno di10 km dal tribunale

  8. Chiara Rizzica
    May 2nd, 2020 at 23:01

    Posso fare solo una piccola osservazione/suggerimento: aprire il dibattito pubblico dichiarando apertamente il tema: i catanesi vogliono li migliaia di mc di un nuovo edificio uffici pubblici – bello, ben progettato e costruito, utile – o vogliono il parco? Perché ingaggiare le persone su variante urbanistica si o no, seppure argomento corretto e legittimo, poco politico mi sembra. È uno strumento, certo. Ma forse troppa attenzione al dettaglio di procedura urbanistica che può appassionare solo i tecnici. Abbracci! E Grazie Argo

  9. Mariagrazia Sapienza
    May 2nd, 2020 at 23:08

    E’ vero, l’urbanistica non appassiona i cittadini ma solo perchè non siamo abituati, educati, a riflettere sulle conseguenze che hanno le scelte urbanistiche sulla città e quindi sulla nostra vita quotidiana. I dettagli tecnici possono sfuggirci (non alle istituzioni preposte) o annoiarci ma sapere che una decisione è illegittima dovrebbe indignarci. Se poi è anche controprodcente, ancora di più.

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