assemblea Librino“La bellezza è questa assemblea vivace, partecipata, in cui la gente si è espressa, ha esposto la sua rabbia, ha avuto il coraggio di contraddire le istituzioni”. Così Giacomo Rota, segretario provinciale della Camera del Lavoro di Catania ha concluso i lavori dell’assemblea pubblica organizzata da CGIL e Comitato Librino Attivo nell’auditorium della chiesa Resurrezione del Signore di Librino, intitolata “Il potere della bellezza”.

E se un centinaio di persone rimangono una minoranza rispetto ad un quartiere di 70 mila abitanti, si tratta comunque di una minoranza consapevole e attiva che ha ancora la forza di reagire alla sfiducia e alla stanchezza che minacciano di ridurla al silenzio.

Hanno preso la parola abitanti del quartiere, dirigenti scolastici, rappresentanti di gruppi e associazioni che lavorano nel territorio, venuti ad interloquire con i rappresentanti dell’amministrazione, l’assessore Saro D’Agata, con delega anche alla valorizzazione di Librino, e Orazio Licandro, assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa.

Non sono nuovi i problemi portati alla ribalta dagli intervenuti, l’assenza delle istituzioni, la sicurezza, la dispersione scolastica, affrontati però in modo concreto, nelle denunce come nelle proposte.

Un grazie alla scuola, principale e forse unica istituzione presente nel quartiere, viene da Gabriella, residente in viale Castagnola. Le risponde Cristina Cascio, dirigente della Musco, ringraziandola e sottolineando il ruolo svolto dalla scuola nella formazione delle nuove generazioni, in un quartiere che ospita il più elevato numero di giovani della città. Quanto alla battaglia contro la dispersione scolastica, vinta fino alla scuola media, è purtroppo ancora perdente per le classi successive.

La scuola può offrire anche importanti esperienze collaterali, come ha fatto associazione HdueO, che ha gestito in convenzione la piscina della scuola Campanella Sturzo, facendola divenire un punto di riferimento per i ragazzi del quartiere. Perchè questa convenzione non ci è stata rinnovata? chiede Marinella Tosto, presidente dell’associazione.

La mancanza di spazi di aggregazione viene denunciata anche da Alfio Guzzetta della associazione Terreforti. “Faccio teatro, un’attività formativa che potrebbe contribuire a creare socializzazione. Dove farlo a Librino? Non certo tra le macerie del teatro Moncada”

L’assegnazione di una delle masserie ristrutturate per creare una “casa delle associazioni” è una richiesta antica. La rinnova Sara Fagone della CGIL di Librino, organizzatrice dell’incontro e animatrice di molte altre iniziative condotte nel quartiere.

Chiede, inoltre, all’amministrazione comunale che sia fatto il punto su tante altre questioni ancora aperte, dal progetto riguardante il ‘palazzo di cemento’ a quello sulle ‘spine verdi’, al recupero della scuola Brancati. E chiede conto dell’affidamento di Villa Fazio ad una cooperativa estranea al circuito delle associazioni che operano nel quartiere.

Ma non è tutto. Perchè non è stato portato a Librino almeno uno degli assessorati? Sarebbe un modo per contrastare l’isolamento del quartiere e anche un’occasione di risparmio per le casse comunali, trattandosi di uffici che “per stare in centro pagano affitti salati, mentre qui ne troverebbero di molto più economici”, suggerisce provocatoriamente Santo Molino, presidente provinciale dei Dirigenti Scolastici.

Molte le denunce relative alla mancanza di sicurezza, alla diffusione di droga e prostituzione soprattutto in alcune zone del quartiere, in cui ad una certa ora non si esce più di casa. Problemi che, in realtà, Librino condivide con altre zone, anche centrali della città.

Domande scottanti per gli amministratori presenti, che si difendono ricordando che la giunta è in carica da poco più di un anno. D’Agata cerca, quando può, di essere preciso, indicando tempi e cifre.

Tra sei mesi -afferma- partirà la gara per il ‘palazzo di cemento‘, lo stanziamento è di 8 milioni di euro, ed è prevista la destinazione dei primi due piani per le associazioni. Partirà anche la gara per la ‘spina verde’ di viale Moncada, con parco, pista ciclabile e percorsi pedonali, per un importo di 4 milioni.

Perchè solo Moncada? chiede Franco Torre dal pubblico. “Con poca spesa si potrebbero completare le ‘spine verdi’ di viale Castagnola e Bummacaro, le cui opere primarie sono già state realizzate”. Un intervento così settoriale rischia infatti di non raggiungere lo scopo di mettere in comunicazione, per via pedonale, gli spazi di un quartiere così dispersivo.

Ma su questo e su altri possibili interventi dell’amministrazione, dalla tratta della metropolitana al trasferimento di alcuni uffici comunali, D’Agata non ha sufficienti elementi per rispondere.

Assicura invece che, proprio a partire da Librino, è in corso un censimento delle aree da destinare agli orti urbani, terreni che l’amministrazione intende assegnare non a singoli ma a cooperative, associazioni, parrocchie…

Sul disastro lasciato dalle amministrazioni precedenti, sui “13 anni che hanno cambiato il senso comune” e portato al degrado la città, si sofferma Licandro.

Espone i risultati ottenuti nel campo della valorizzazione dei beni culturali e risponde alle richieste avanzate da Antonio Presti nel suo intervento. Da gennaio partirà la “Catania card” che permetterà ai turisti di usufruire del circuito museale, dei mezzi di trasporti, di guide e itinerari consigliati, tra cui ci sarà la Porta della Bellezza che Presti vorrebbe fosse valorizzata.

Sulla richiesta che il bus che trasposta i turisti in giro per la città passi davanti a quest’opera, Licandro può solo garantire che cercherà di arrivare ad un accordo con i privati che lo gestiscono. Si impegna anche a realizzare insieme a Presti, reperendo fondi europei, un progetto per trasformare la scuola Brancati in uno spazio di offerte culturali, tra cui il Museo proposto dal mecenate.

Diverse le proposte concrete, avanzate da varie parti. Di abbellimento di aiuole e rotonde, da affidare agli abitanti del quartiere, hanno parlato Fagone e Monica Ardizzone del Comitato Librino Attivo; una riunione mensile per verificare quanto via via realizzato è stata proposta da Rota.

Ma la proposta più significativa è quella di valorizzare il lavoro di studio svolto per anni sul quartiere da residenti, associazioni, Università, confluito nella Piattaforma per Librino colpevolmente accantonata, con enorme spreco delle energie spese per elaborala.

E su questo Rota lancia una sfida. Convegni di valenza cittadina si facciano a Librino, “e noi per primi, come CGIL, organizzeremo qui un convegno sulle periferie a cui parteciperà un membro della segreteria nazionale”. Ma la Piattaforma per Librino si deve discutere fuori dal quartiere, deve essere un’occasione perché tutta la città senta proprio  questo quartiere e abbia su di esso una informazione più corretta.

Leggi il testo integrale della Piattaforma per Librino

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