renderingIrregolarità urbanistiche non di poco conto sono state individuate da ArgoCatania nell’esame di alcuni permessi di costruire concessi dalla Direzione Urbanistica del Comune.

Si tratta per lo più di costruzioni di edilizia privata, destinate ad uso commerciale o residenziale, di cui è stata autorizzata – o è in corso di autorizzazione – la costruzione in aree vincolate a pubblici servizi.

In soldoni, supermercati costruiti là dove doveva sorgere una scuola o un centro di quartiere, oppure villette in area destinata a verde pubblico.

Il permesso di costruire è stato dato giocando sul fatto che il Piano Regolatore che destinava le aree a pubblici servizi è ormai obsoleto (risale al 1964) e non più attuale.

Considerazione, quest’ultima, che può anche essere condivisibile se non fosse che il Piano Regolatore Generale è – a termini di legge – ancora vigente, non essendo stato sostituito da un altro.

Progetti di nuovi Piani Regolatori sono stati più volte avviati e mai conclusi, forse non a caso. Avrebbero stabilito regole certe mentre il vecchio Piano, con vincoli di esproprio decaduti, ha permesso di procedere in modo disinvolto e arbitrario, spesso anche senza approvare alcuna variante urbanistica.

Si è preferito procedere con concessioni ad hoc rilasciate dall’Ufficio competente.

E’ così ArgoCatania si è trovato tra le mani casi come il progetto Cogip di Nizzeti/viale Lainò, con un iter solo avviato ma non in modo corretto o permessi di costruire dichiarati conformi senza che lo siano, come per l’Eurospin di via Martelli Castaldi e per i cosiddetti “casi analoghi” (supermercato Lidl di Barriera e Penny Market di viale Africa/via Mascagni).

Questi ultimi utilizzati dall’Avvocatura Comunale per esprimere un parere positivo, privo di valutazione nel merito.

Nessuno parla invece di una importante sentenza del CGA che, confermando quanto già deciso dal Tar, ha riconosciuto la validità del diniego opposto in passato (2015) dall’Urbanistica alla richiesta di realizzare un supermercato in area destinata a scuola, in via Palazzotto.

Così come nessuno parla delle leggi che proibiscono la creazione di nuovi edifici in aree destinate a servizi pubblici nel caso di zone con vincoli espropriativi decaduti.

La sentenza e le suddette leggi, dimenticate in cantina, non hanno scoraggiato i dirigenti dal proseguire nella pratica delle concessioni facili mentre avrebbero dovuto indurli ad opporre dinieghi motivati dalla legge e dalla non conformità allo strumento urbanistico.

Sottrarre alla cittadinanza aree destinate a servizi pubblici ha delle conseguenze permanenti e compromette qualunque possibilità di pianificazione futura.

Si tratta quindi di concessioni che sono in contrasto non solo con le leggi vigenti ma anche con l’interesse dei cittadini.

Ecco perché ArgoCatania ha deciso di denunciare i comportamenti illegittimi all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA), al quale non solo spetta la valutazione degli atti compiuti dalla Direzione Urbanistica di Catania, eventualmente dopo aver compiuto azioni ispettive, ma che ha anche l’autorità per annullare provvedimenti comunali illegittimi.

L’esposto, che qui alleghiamo nella versione integrale, oltre che all’Assessorato Regionale, è stato inviato anche alla Procura della Repubblica e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale, per le valutazioni proprie dei rispettivi Uffici.

Ma la cosa più importante è che tutti i cittadini possano conoscerlo e rendersi conto della gravità di scelte operate in modo illegittimo, avvantaggiando alcuni a discapito della collettività.

Ecco il testo dell’esposto

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Alla Regione Siciliana, Assessorato regionale Territorio e Ambiente. Dipartimento dell’Urbanistica

Al Procuratore della Repubblica di Catania

p.c. Al Presidente del Consiglio Comunale di Catania

Oggetto: Irregolarità urbanistiche nel Comune di Catania.

Segnaliamo alcune macroscopiche irregolarità di carattere urbanistico, che da alcuni anni si verificano al Comune di Catania, affinchè codesto Assessorato possa valutare gli opportuni provvedimenti da adottare emanando direttive o circolari esplicative di norme vigenti, o attivando attività ispettive di sua competenza, o anche intervenendo d’autorità ai sensi dell’art. 53 della L.R. N. 71 del 1978 per l’annullamento di provvedimenti comunali illegittimi.

Le irregolarità riguardano nuove costruzioni di edilizia privata (prevalentemente con destinazione d’uso commerciale) su aree vincolate dal PRG a pubblici servizi con vincolo espropriativo decaduto.

Sono infatti stati concessi permessi di contruire, con provvedimenti dirigenziali illegittimi, nei seguenti casi: per la realizzazione di un supermercato in area destinata a scuola in via Martelli Castaldi, di altri due supermercati, uno in zona Barriera in area destinata a centro di quartiere, un altro tra via Mascagni e viale Africa in area sempre desinata a servizi come area mercatale.

Una determinazione di conclusione positiva di conferenza di servizi, inoltre, prelude al rilascio di un titolo abilitativo per realizzare edifici commerciali e residenziali in una vasta area destinata a scuola e verde pubblico in viale Lainò.

Si ribadisce che, con il pretesto della decadenza dei vincoli preordinati all’esproprio, a Catania si è ormai affermata e consolidata la prassi di concedere permessi di costruire per realizzare edificazioni di qualsiasi tipo (commerciali, residenziali, ecc.) su aree destinate dal PRG a servizi pubblici con il solo limite della densità edilizia fondiaria (2 mc/mq) che il PRG prevede per le zone L (servizi generali).

L’illegittimità di tali provvedimenti si evince inequivocabilmente dalla lettura di:

  • art. 9, comma 3, del DPR n. 327 del 8/6/2001 (Testo unico degli espropri) secondo cui, in caso di decadenza del vincolo preordinato all’esproprio, “trova applicazione la disciplina dettata dall’art. 9 del testo unico in materia di edilizia approvato con DPR 6/6/2001 n. 380”.
  • art. 4, comma 1, della L.R. n. 16 del 10/08/2016 (che recepisce con modifiche l’art. 9 del testo unico in materia edilizia), secondo cui in presenza di vincoli decaduti sono consentiti, all’interno dei centri abitati, soltanto interventi di manutenzione, restauro e risanamento conservativo che riguardino singole unità immobiliari.

Tali permessi sono stati concessi nonostante, per un caso simile, proprio a Catania, sia stata emanata una sentenza con cui, nel gennaio 2018, il CGA confermava come valido e corretto il provvedimento di diniego di un permesso di costruire che era stato richiesto per realizzare un supermercato in area destinata a scuola. La sentenza è consultabile al link: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=cgagiur&nrg=201700606&nomeFile=201800013_11.html&subDir=Provvedimenti

Segnaliamo, per approfondire i singoli casi qui indicati, gli articoli pubblicati sul sito web www.argocatania.org che evidenziano le condotte illegittime di cui si è detto.

Inoltre, indichiamo qui di seguito i link utili per consultare, dal sito del Comune di Catania (amministrazione trasparente), i provvedimenti che riteniamo illegittimi proprio per inosservanza delle predette norme.

Per uno di questi casi (realizzazione di supermercato in via Martelli Castaldi) la magistratura ha anche avviato un’indagine, in cui risulta indagato il dirigente comunale che ha emesso il permesso di costruire.

Riteniamo indispensabile ed urgente un autorevole intervento di codesto Assessorato in merito alle procedure portate alla vostra attenzione, perchè il protrarsi di queste condotte illegittime può provocare conseguenze molto gravi e permanenti per l’assetto del tessuto urbano di Catania, con la tendenziale saturazione delle residue aree libere che il vigente PRG destina a verde pubblico o a servizi pubblici o a strade.

Verrebbe compromessa in tal modo non solo la possibilità di realizzare i servizi pubblici che vi erano previsti, ma anche qualunque possibilità di una futura pianificazione che voglia prevedere un’adeguata dotazione di standards urbanistici e di infrastrutture viarie.

Chiediamo inoltre di conoscere le considerazioni di codesto Assessorato in merito alle questioni poste e quali siano gli eventuali provvedimenti che l’Assessorato riterrà di adottare in proposito.

In attesa di riscontro a queste segnalazioni, distinti saluti

ArgoCatania

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One Response to “Urbanistica a Catania, la privatizzazione dello spazio pubblico”

  1. sai interessata a conoscere lo stato della pratica di natura penale avviata nei nconfronti del dipendente comunale dell’ufficio di urbanistica che ha emesso il permesso di costruire.Sarà un’indagine farlocca perchè purtroppo la materia dell’urbanistica è incandescente e la Magistratura, specie quella penale,esamina tutto con la volontà di chi vuole salvaguardare il diritto del privato.Non ho fiducia nella magistratura e nella sua volontà di applicare la legge a tutela di un interesse pubblico superiore.
    Sono rimasta turbata nell’apprendere il nome di titolari di studi legali che a Catania hanno fatto il buono ed il cattivo tempo nel senso che hanno difeso l’interesse pubblico con lo spirito ipocrita di tutelare il volto o l’interesse del privato. Questa gente non esce mai dal proprio avello se non avverte rumore di soldini e la pressione di un interesse privato.
    La sentenza del CGA è molto interessante ed avrebbe dovuto indurre il Comune a riflettere sulla iniziativa assunta per il palazzo ex Poste.Ma la lettura degli articoli pubblicati sulla Siciliaproprio oggi ed il servizio televisivo apprestato in occasione della visita dell’assessore regionale Falcone, notoriamente uomo di paglia e pericolososamente equivoco, mi induce a riflettere sulla necessità di realizzare l’ultimo salto: fare ricorso al Ministro per l’ambiente e saltare gli organi regionali e le Procure locali. I barbari sono tra noi e sono Barbari quelli che gestiscono gli interessi pubblici. Il ricorso o la denuncia alla Procura è inutile. Hanno fatto firmare progetti e istanze varie ai capi giudiziari locali. E’ già un avvertimento e non mi fido. Sono Barbara anch’io e avverto la mentalità sicula.Peccato che Sciascia è scomparso ed un altro non se ne profila all’orizzonte.

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